IPERION 96
ICE (International Collaborative Education)
Atti del convegno conclusivo


Presentazione delle scuole collaboranti

Tavola rotonda: "Gli indirizzi educativi
nella prospettiva dell'integrazione
europea e le nuove tecnologie didattiche
"

Interventi di:

  1. Enzo Bon - PoloEst

  2. prof. Paolo Manzelli - Università di Firenze

  3. prof. Giorgio Pizzolato - Liceo Scientifico "Tron" - Schio (VI)

  4. prof. Giovanni Villano - ITIS "Negrelli" - Feltre (BL)

  5. prof. Filippo Viola - SMS "U.Foscolo" - Preganziol (TV) - IRRSAE Veneto

  6. maestro Stefano Franzato - insegnante di inglese - Mestre

  7. prof. Franco Di Cataldo - Liceo Artistico - Venezia - IRRSAE Veneto

  8. dott. Michele Moro - Università di Padova - SMAC - Venezia

  9. prof. Sergio Congiu - Università di Padova

  10. prof. Aldo Brullo - SMS Maser (TV)

  11. prof. Simone Morandini - Liceo Classico "Foscarini" - Venezia
Altri contributi di:


Presentazione delle scuole collaboranti

La mattinata è stata dedicata alla presentazione, da parte degli allievi delle scuole che hanno collaborato al progetto, dei materiali prodotti.

La presentazione è stata preceduta da un saluto di benvenuto da parte dell'Assessore all'informatica della Provincia di Venezia, dott. Davide Zoggia, che ha sottolineato il particolare interesse dell'Amministrazione provinciale verso iniziative che di collaborazione tra scuole come quella di IPERION. Questo tipo di attività, oltre a costituire uno stimolo di carattere culturale e uno scambio tra allievi operanti in realtà distinte, si caratterizza, grazie all'uso delle nuove tecnologie telematiche, come messaggio di libertà e di integrazione tra popoli e culture diverse.

La prof. Adriana Sartorio, Vicepreside della Scuola Media annessa al Conservatorio "B.Marcello", quale rappresentante della scuola promotrice, ha sottolineato come il progetto IPERION sia nato da uno stimolo proveniente dall'utenza, da chi la scuola la vive da dentro, e come sia stato l'occasione per sperimentare forme di collaborazione diverse dall'usuale, mettendo in stretto contatto docenti e allievi fisicamente lontani e, nel caso specifico, anche di età diversa, convenendo su un filo conduttore comune che ha dato loro l'occasione di vivere un'esperienza nuova e stimolante.

Si sono poi avvicendati sul palco gli allievi delle cinque scuole (Ottobrunn, Madrid, Schio, Liceo Artistico e SMAC di Venezia) che hanno prodotto il materiale ipermediale dal titolo: "G.B.Tiepolo: l'Uomo, le Opere e i Giorni", trattando la parte che ciascuno di loro aveva sviluppato. Tutti i ragazzi hanno messo in evidenza l'importanza di aver colto l'opportunità per condurre un'esperienza innovativa, grazie alla collaborazione sviluppatasi tra gli allievi coinvolti, all'approfondimento delle tematiche affrontate e alle stimolanti attività collaterali (visite a musei e mostre, utilizzo di strumenti informatici e di nuove tecnologie). Una nota particolare per le due ragazze del Gymnasium di Ottobrunn (Germania) che hanno svolto la loro relazione in Inglese (con traduzione simultanea da parte di una allieva dell'ospitante Istituto per il Turismo "Algarotti) così come hanno ricambiato con una analoga presentazione anche in lingua inglese gli allievi del Liceo Scientifico "Tron" di Schio (Vicenza). Tutto il lavoro presentato è ora visibile accedendo all'indirizzo:

http://www.venis.it/smac/ice96/ice96.html


Tavola rotonda:
"Gli indirizzi educativi nella prospettiva dell'integrazione europea e le nuove tecnologie didattiche"


Enzo Bon - PoloEst - Chairman

Assieme si fa di piu': il laboratorio PoloEst

[Sunto]

Il relatore ha voluto portare, a nome di PoloEst e della Provincia di Venezia, il saluto e il ringraziamento agli altri relatori convenuti. Quale ente organizzatore e supporter del convegno, PoloEst è stato molto soddisfatto dell'attività svolta con il progetto IPERION ICE 96, che ha operato in linea con l'attività istituzionale di questa specie di 'agenzia speciale' della Provincia, atta a costituire una rete civica e servizi a supporto di tutti i Comuni del veneziano. PoloEst è soprattutto costituito da una serie di contenitori predisposti e collegati entro cui le singole entità interessate (amministrazioni pubbliche, scuole, associazioni no-profit) possono sviluppare, autonomamente e/o con l'aiuto di PoloEst, i loro specifici servizi al loro interno e per la comunità in generale.
Il relatore ha sottolineato la fattiva collaborazione con il Diploma Universitario in Sistemi Informativi Territoriali dell'Istituto di Architettura, all'interno della cui sede (Ca' Nani) si svolgono le principali attività di PoloEst.
Le iniziative promosse da PoloEst hanno trovato una buona risposta, e in qualche caso particolarmente stimolante, da parte di molti comuni e scuole. La collaborazione con l'Amministrazione Pubblica potrebbe comunque svilupparsi maggiormente al fine di dare una valido servizio ai cittadini.


prof. Paolo Manzelli - Università di Firenze - Laboratorio di Ricerca Educativa - EGO-CreaNet

Le Potenzialita' Culturali, Scientifiche ed Educative nello sviluppo della Societa' della Informazione

Il Laboratorio di Ricerca Educativa della Università di Firenze ha avuto l'incarico della Facolta' di Scienze MFN al fine di realizzare quelle relazioni tra Università/Scuola ed Industria ritenute utili nel determinare lo sviluppo della Educazione Telematica. Perseguendo tale incarico abbiamo già da due anni realizzato vari progetti e corsi di aggiornamento "Università/ Scuola On Line". Inoltre con la collaborazione della TELECOM ITALIA abbiamo organizzato due seminari di studio, Maggio 96 Venezia, Maggio 97 Firenze, sul tema dello "Sviluppo creativo delle reti interattive".

Il nostro lavoro di ricerca ed innovazione educativa ci ha fatto comprendere che le forze portanti dello sviluppo delle reti interattive sono: bassi costi telefonici, collaborazione a grandi distanze e sviluppo dei contenuti gestibili in rete interattiva. Nel prossimo futuro, quanto più la utilizzazione delle reti interattive incuberà lo sviluppo alle relazioni economiche scientifiche e culturali, tanto più i prezzi saranno competitivi e quindi le spese di connessione avranno un debole impatto rispetto quelle attuali.

Ciò significa che dovremo predisporre i nostri interventi finalizzando la educazione a una collaborazione sempre più ampia ed internazionale cioè proprio agendo nella dimensione del world wide web. I finanziamenti per la innovazione educativa saranno pertanto orientati per imprimere la crescita di tale dimensione europea ed internazionale.

Bisogna tenere ben presente che quanto sopra non significa realizzare una uniformità culturale e scientifica, poiché ciò costituirebbe un danno per la creatività del sistema sociale complessivo in quanto i parametri dello sviluppo creativo saranno correlati ancor più di oggi verso la differenziazione culturale ed alla comunicazione e valorizzazione delle differenze cognitive. Pertanto il lavoro di ricerca per una educazione telematica, anziché uniformarsi a degli standards cognitivi internazionali, dovrà individuare le modalità comunicative ottimali capaci di valorizzare le culture locali di ciascun Paese, Regione od area, mettendone in evidenza i tratti di una propria personalizzazione ed originalità per attuare un vasto confronto nel world wide web sulle differenze culturali e cognitive di ciascun paese popolo o regione.

Problemi tecnici di traduzione automatica e simultanea dei linguaggi e di sviluppo dei motori di ricerca ecc... daranno vita ad un sistema che oggi non è ancora attuabile ma di cui già é prevedibile l'efficacia a breve scadenza.

In questa prospettiva riteniamo importante realizzare il prossimo anno (Maggio 98) un terzo seminario di studio sul tema:

"Creativity and development of interactive culture: European cultural and scientific roots on the world wide web".

Il seminario sarà realizzato in una duplice collocazione: in New York e probabilmente in una città della Sicilia, ancora da individuare; le due iniziative contemporanee verranno collegate in "tele-conferenza" tra loro al fine di realizzare quella dimensione di collaborazione mondiale, che renderà efficace e creativo un ampio e qualificato sviluppo dei contenuti culturali e scientifici tramite la utilizzazione delle reti interattive.

L'idea del seminario di studi LRE/98 è stata fatta propria dalla Associazione Network Telematico EGO-CreaNET, costituitasi durante il seminario LRE/97 a Firenze. EGO-CreaNET, ha avuto la adesione di oltre cinquanta partecipanti al convegno di Firenze: tra essi il Prof. Martin Stiglio dell'Istituto di Cultura del Consolato Generale d'Italia a NY, che si è già detto disponibile a collaborare per attivare relazioni europee ed il consenso locale necessario a New York al fine di realizzare la sezione seminario di studi LRE/98 in quella sede.


prof. Giorgio Pizzolato - Liceo Scientifico "N.Tron" - Schio (VI)
Lanciarsi in rete!

Internet e Didattica: l'esperienza del Liceo Tron

Il vero problema è stato fin dall'inizio: come utilizzare Internet nella didattica in modo efficace? Dopo più un anno di lavoro ritengo di aver realizzato al Liceo Tron una significativa esperienza che potrebbe essere confusa con una buona risposta...

Fin da subito, quando ancora in Italia di Internet non si parlava, quando il Sole 24ore non aveva ancora realizzato inserti, quando le religiose non avevano ancora partecipato alla pubblicità dell'IBM e quando i libri di HTML si stentavano a trovare, di Internet mi entusiasmava la forza comunicativa. Se cercavi di coinvolgere qualcuno della novità della cosa, spesso ti scontravi con atteggiamenti scettici ritenendola niente di più che parte di quella esasperata innovazione informatica da cui e' tempo di cominciare a difendersi. In realtà l'informatica c'entra poco di fronte invece alla RIVOLUZIONE COMUNICATIVA che sta iniziando e che fin da subito si poteva intravedere.

Per ambire a far parte vera della comunità di Internet si devono acquisire TRE abilità:

L'impegno più gravoso e' stato sicuramente il terzo:

per ambire ad essere un nodo di rete è necessario avere una propria identità (che necessita per altro di una propria originalità).

Per dirla con altre parole: le reti sono fatte di aste e di nodi: noi volevamo essere un nodo, ma che nodo? Qualcuno crede che i nodi siano una specie di incroci e assumono il ruolo di semaforo, di HUB, di 'smistatore' di informazioni prodotte e utilizzate da altri. Con nodi di questo tipo la rete diventa sovraccarica di 'rumore' (notizie banali e inutili) come una città immobilizzata dal traffico prodotto da quelle vetture che cercano inutilmente un posto dove parcheggiare. Se invece i nodi producono e utilizzano vere informazioni allora la rete è una comunità di soggetti con una propria originalità che sono veramente attori della rete.

Chiarito che l'obbiettivo non è il comunicare fine a se stesso, ma l'informazione oggetto della comunicazione, mi si è posto un nuovo problema: chi sono? Qual è il mio contributo?

Per dar vita allo spazio del Liceo su Internet ho attivato un gruppo di ragazzi appassionati di informatica di classi diverse e ho costituito il gruppo Tron's Web. Sono bastate poche lezioni su Internet e sul linguaggio HTML e già i ragazzi erano ansiosi di produrre le prime pagine, quindi siamo andati alla ricerca di contenuti da 'mettere' in Internet, ma dove trovarli al Liceo?

In un Liceo si acquisiscono conoscenze, si risolvono problemi (problem solving), non si fa ricerca e non si progetta. Di nuovo il problema, non è imparare HTML, ma produrre contenuti interessanti o almeno trovare dei contenuti da arricchire con una propria originalità.

I ragazzi del Tron's Web diventarono presto essi stessi docenti o meglio è venuto meno il mio ruolo usuale di docente e si è invece via via creato un ambiente di lavoro in équipe in cui si fissano gli obbiettivi, si dividono i compiti, si confrontano i risultati e le competenze acquisite.

Molti sono stati i progetti portati a termine (possono essere visitati presso http://www.atnet.it/lstron/).

Abbiamo iniziato (guardandoci dentro) con la presentazione del Liceo che è oggi utilizzata per l'orientamento delle terze medie, la versione telematica del Tron's Zoo (giornalino di Istituto) che, a quanto sembra, è letta dagli exalunni e dai genitori più intraprendenti. Abbiamo realizzato un piano antincendio dell'edificio scolastico con mappe, normative, vie di fuga, ecc., il piano è stato collaudato e l'ipertesto è servito ad istruire alunni e personale. Più divertente è stato realizzare il sito italiano, con autorizzazione (avuta via E-mail) degli autori di famosi cartoni giapponesi (questa parte del nostro sito ha generato una notevole corrispondenza). Astronomy pages è invece il nome dato alle nostre pagine di astronomia, l'obbiettivo era di realizzare un sito di astronomia con presenza rilevante di grafica; i ragazzi hanno costruito i file VRML ricostruendo le coordinate sferiche delle immagini dei pianeti a partire dalle mappe 'piane' dei corpi celesti e del sistema solare. Questo lavoro insieme con Editor HTML (il software creato dai ragazzi in Visual BASIC e utilizzato da tutti noi per creare documenti HTML) è stato selezionato per partecipare al Convegno della Città dei Ragazzi di Roma. Esperienza eccezionale per i ragazzi, ma anche per i docenti che hanno aderito, è stata la partecipazione al convegno Multimedia, TV e didattica realizzato al nostro Liceo con un notevole contributo organizzativo dei ragazzi. Oltre a predisporre gli strumenti informatici, i ragazzi hanno preparato un workshop apprezzato su 'Internet a scuola' e predisposto poi gli atti del convegno (segnalati nientemeno che da Altavista come sito di particolare interesse). L'ultimo lavoro, quello più poderoso, è stato la redazione su commessa della Provincia di Vicenza del sito Tiepolo e la vita in Villa (dal testo dello stesso titolo Neri Pozza Editore) che è stato poi presentato a Venezia presso l'Istituto per il turismo perché inserito nel progetto Iperion 97 coinvolgente scuole di Spagna, Germania e Italia in occasione del terzo centenario della nascita del Tiepolo.

Riflettendo sulla mole di lavoro fatto e sugli elaborati prodotti, scopro che né da parte mia, né da parte dei ragazzi i contenuti sono stati la cosa importante. Anzi i contenuti avrebbero potuto essere diversi sempreché utili per essere protagonisti di una significativa esperienza di apprendimento e di collaborazione con i compagni, con l'insegnante, con alcuni enti del territorio, con altri ragazzi, altri docenti, altre persone disperse nel mondo.

Autoorganizzazione e autoapprendimento sono stati i criteri base che ho utilizzato fin da subito, e che ho voluto rispettare sempre anche quando la mia vocazione di insegnante (all'antica!) mi suggeriva di insegnare, di dare consigli, di esprimere valutazioni.

Per autoorganizzazione intendo:

Tutto ciò è fatto autonomamente dai ragazzi. E' evidente a questo punto che per autoapprendimento si intende che gli alunni imparano da soli! In modo autonomo

E intanto sviluppano atteggiamenti (valutabili) che si riflettono sull'apprendimento e sulla crescita di professionalità. Insomma l'attività del gruppo simula il modo di lavorare più diffuso nella realtà aziendale e si conclude come una gara sportiva verso un traguardo collettivo e con soddisfazione personale. Potremmo dire che accesso all'informazione e alla conoscenza, e comunicazione e collaborazione interpersonale raggiungono un momento di sintesi reale con lo slogan: imparare insieme facendo.

La presenza di questo gruppo e la motivazione degli alunni aderenti hanno portato contributo decisamente positivo

Ritorniamo al punto di partenza: la necessità di avere una identità.

I ragazzi hanno capito il loro ruolo di rappresentanza e di relazioni per la scuola. Sono stati coinvolti da alcuni enti locali su alcuni progetti, da altre scuole per iniziative di respiro europeo (il centenario del Tiepolo), hanno potuto andare alla Città dei Ragazzi di Roma (siamo di Schio(VI)) per relazionare sulla loro esperienza, i loro lavori sono stati selezionati da Pianeta Scuola per uno stand presso il Futurshow di Bologna, hanno lavorato con ragazzi italiani, tedeschi e spagnoli per produrre un lavoro presentato poi da loro presso l'Istituto del Turismo di Venezia. In queste occasioni i ragazzi si attendevano (e l'hanno potuto fare) di confrontarsi con altre esperienze e se possibile di costruire nuove collaborazioni. Insomma i ragazzi si sono trovati protagonisti del loro processo di apprendimento e immersi in un sistema di relazioni che li ha fatti riflettere su stessi e sul loro rapporto con gli altri.

Come docente responsabile mi sento indubbiamente ricco di una esperienza didattico-educativa decisamente efficacie che ha presentato in occasione di qualche convegno con un riscontro lusinghiero permettendomi di costruire nuove e importanti relazioni con altri docenti di scuole e università vicine e lontane.

Gli obbiettivi che ci stiamo ora ponendo sono due:

uno, di natura tecnico-organizzativa, è la costruzione di una intranet della scuola per aumentare la comunicazione interna all'ambiente scolastico di tutte le persone attive nella nostra scuola, ovvero per rinforzare il nostro essere nodo come sistema di persone possibilmente creative e originali,

l'altro, didattico, consiste nell'utilizzare l'esperienza acquisita con il Tron's Web nella normale attività didattica con la classe, in particolare realizzando le aree di progetto nei corsi di sperimentazione Brocca con gli stessi criteri di autoorganizzazione e autoapprendimento.


prof. Giovanni Villano - ITIS "Negrelli" - Feltre (BL)

Esperienza di produzione di un ipertesto realizzata dagli alunni di una classe 2^ dell'ITIS "Negrelli" di Feltre

L'idea di realizzare un ipertesto è nata per essere concretizzata nell'ambito dell'Area di progetto prevista per le classi del biennio degli istituti tecnici industriali. L'intento era duplice: sperimentare le potenzialità didattico-educative dell'area di progetto su alunni di una seconda superiore e nello stesso tempo far avere ai ragazzi un approccio diretto con uno strumento attualissimo quale la Multimedialità.
L'argomento scelto "IL SENTIERO NATURALISTICO DI SAN VITTORE" è stato dunque più un pretesto che non l'oggetto principale del lavoro, in quanto questo non doveva risultare troppo complesso e articolato per non assorbire totalmente le energie impiegate nella realizzazione del progetto. La scelta dello strumento software con cui realizzare 1'ipertesto offriva sostanzialmente due possibilità e cioè:

Disponendo l'istituto del collegamento in INTERNET e di un proprio sito sul quale il risultato di questa esperienza si sarebbe potuto pubblicizzare, ci si è orientati verso la seconda soluzione. In particolare è stato utilizzato l'editore di " NETSCAPE GOLD 3-0", browser dell'ultima generazione per la navigazione in INTERNET, distribuito con formula shareware e di relativa facilità d'uso. La semplicità di utilizzo è infatti requisito importante per rendere effettivamente uno strumento accessibile a tutti.
Il lavoro è stato articolato per gruppi, organizzato e gestito direttamente dagli allievi della classe, così come previsto negli indirizzi dell'area di progetto. Gli insegnanti hanno fornito le conoscenze di base sugli ipertesti, delle tracce utili al coordinamento e il necessario supporto tecnico per apprendere l'utilizzo di vari strumenti.
La realizzazicne, da compiersi in due settimane, ha richiesto oltre ad un sopralluogo preliminare guidato, la ricerca e la raccolta di informazioni e di materiale fotografico, l'organizzazione e la strutturazione degli argomenti e dei vari collegamenti. Gli allievi hanno accolto il progetto con entusiasmo ed impegno sentendosi veri protagonisti di questa esperienza e manifestando in diverse occasioni notevole interesse per lo strumento multimediale.
L'ipertesto, d'altronde, si presenta come una vera rivoluzione nel modo di organizzare e di trasmettere le informazioni consentendo, anziché la tradizionale consultazione di tipo sequenziale, caratteristica del testo scritto, di poter seguire attraverso i link un percorso personalizzato e guidato da un proprio specifico interesse. Altri aspetti importanti di questo strumento sono apparsi senz'altro la grande efficacia comunicativa, la facilità di integrazione e aggiornamento dei contenuti, l'enorme potenzialità di diffusione attraverso la rete. Il lavoro prodotto, attorno ai 300 files, sarà presto visibile in INTERNET e verrà inviato al concorso "THE ROAD AHEAD PRIZE" riguardante progetti didattici sviluppati su pagine web, indetto da Microsoft.
Il bilancio di questo nostra prima esperienza puo ritenersi senz'altro positivo perché sotto il profilo didattico-ducativo sono emersi indubbiamente aspetti interessanti per lo sviluppo di una scuola dinamica e moderna.


prof. Filippo Viola - SMS "U.Foscolo" - Preganziol (TV) - IRRSAE Veneto
[Sunto]

Il relatore ha inizialmente messo in evidenza l'atteggiamento 'professionale', più acerbo nel caso dei ragazzi di scuola media, dimostrato dagli allievi durante la presentazione della mattina. Ha poi sottolineato l'importanza di costruire rapporti di collaborazione tra centri di ricerca e scuola al fine di sviluppare progetti e attività finalizzate sperimentabili direttamente sul campo. Ha infine illustrato le motivazioni del lavoro presso la scuola media "U.Foscolo" di Preganziol (TV) (il giornalino UGO).


maestro Stefano Franzato - insegnante di inglese - Mestre

Il Coordinatore di Circolo per l'Informatica e la Telematica

di Stefano Franzato




Fino ad ora, chi ha agito in Internet per la scuola sono stato io, da solo, privatamente. A tutt'oggi, cioè fino al momento in cui sto scrivendo queste brevi note, la Direzione Didattica di Zelarino in un cui plesso io insegno Inglese come specialista da più di dieci anni, non ha un account Internet. Da qualche anno sono stati attivati da alcuni insegnanti dei piccoli laboratori nei quali operare con singoli o gruppi non troppo numerosi di scolari. L'esigenza sia di migliorare il servizio a questi ultimi, soprattutto, che di dare maggiori opportunità ai docenti nello svolgimento del proprio compito educativo, ha portato alla stesura e proposta di un progetto che, salvo intoppi e/o imprevisti, dovrebbe realizzarsi col prossimo A.S. . Questo progetto vede, per così dire, la nascita della figura del Coordinatore di Circolo per l'Informatica e la Telematica, la quale, altro non sarebbe in pratica che una sorta di evoluzione un po' più specialistica dell'Operatore Tecnologico. Ad essere precisi, questa figura è ancora parziale, poiché il docente che ne svolgerà i compiti e le funzioni - vale a dire io - avrà anche delle ore d'insegnamento frontale mentre per svolgere detti compiti e funzioni si imporrebbe necessariamente un costante impegno a tempo pieno. Questi compiti e funzioni si identificano con gli obiettivi che il progetto intende perseguire che sono:

  1. presentare il Circolo nella Rete Internet per mezzo di pagine web;
  2. curare e mantenere i rapporti con altre scuole per qualsiasi progetto di collaborazione didattica;
  3. progettare attività educative e didattiche (che implichino l'uso di strumentazioni informatiche e/o telematiche) utili a tutte le discipline ma con un particolare riguardo al sostegno degli scolari in difficoltà e/o portatori di handicap, nonché alla Lingua Straniera;
  4. ricercare e reperire in Rete qualsiasi materiale utile alle attività didattiche e all'aggiornamento dei docenti;
  5. educare gli scolari alla comunicazione mediata dal computer, allo scambio di opinioni e alla collaboratività anche con compagni lontani.

Il primo obiettivo è già di per sé assai impegnativo. Per molti colleghi, specialmente di Istituti Superiori, sarà questa una consuetudine cui ormai da tempo sono avvezzi, ma per una Scuola Elementare che si accinge per la prima volta a presentarsi in Internet può non essere poi tanto semplice e disinvolto. Bisogna infatti progettare l'immagine che la scuola si vuol dare di sé in Rete. Con questo, non voglio dire che questa immagine debba per forza e in qualche modo essere affettata, artificiosa o falsa, tutt'altro; dico soltanto che, di certo, non dev'essere creata a casaccio o raffazzonata. Poiché è il modo in cui ci si porge che anche nella vita predispone ai o preclude i rapporti con gli altri. E non bisogna mai dimenticare che in Internet i rapporti possono e quasi sempre sono -a meno che non vi sia una precisa scelta di fondo - di carattere e portata internazionali. Il che va a pennello per la Lingua Straniera.
Una volta stabiliti, quei rapporti (non soltanto internazionali) vanno come minimo mantenuti se non rafforzati sino a diventare vera e propria collaborazione con altre scuole e altri colleghi. Dovrebbe risultar facilmente chiaro che per il loro essere e durare nel tempo, una figura di riferimento sia per la scuola in cui presta servizio che per le altre, quale quella del Coordinatore è indispensabile.
Seguire i colleghi anche di altre scuole significa assisterli nei loro progetti e intenti didattico-educativi; significa mostrar loro nella pratica quanto più vantaggioso ed efficace possa essere perseguire un obiettivo facendo uso di strumentazioni informatiche e telematiche. Significa coadiuvare e coordinare i loro sforzi affinché la loro energia e alla fin fine l'efficacia della loro opera non si disperdano in una vana fatica.
Ricercare e reperire in Rete qualsiasi materiale utile alle attività didattiche è un compito precipuo quanto ovvio del Coordinatore per l'Informatica e la Telematica. Un po' meno ovvio, forse, è che quel materiale può servire anche per l'aggiornamento dei docenti. Sarebbe probabilmente l'aspetto più traumatico per i colleghi e per gli insegnanti in genere, abituati come sono ai soliti tradizionali Corsi di aggiornamento coll'Esperto, le ore da computare per il passaggio di "gradone": noiose, spesso, finché si vuole, ma, per converso, così rassicuranti , e per i docenti e per l'Amministrazione scolastica per cui è facile un controllo. Con Internet, invece l'aggiornamento perde qualsiasi caratteristica burocratica ed amministrativa, perché vede il docente stesso impegnato individualmente nel circoscrivere e soddisfare i propri bisogni e interessi sia culturali che professionali: diventerebbe, almeno in parte un aggiornamento individualizzato.1
Educare gli scolari alla comunicazione mediata dal computer, allo scambio di opinioni e alla collaboratività, più che un obiettivo da perseguire, è forse l'effetto dell'impiego dell'Informatica e della Telematica nell'insegnamento. Più che usare questi mezzi per insegnare e far imparare loro argomenti specifici, ciò che più sembra contare è il costruire intorno ai discenti un ambiente favorevole a suscitare in loro curiosità e desiderio di sperimentare e apprendere. Poiché è questo che, con ogni probabilità resterà loro. Per tutta la vita, presumibilmente, Perché, come dice l'Etologo Lorenz "Vivere è imparare".
2

NOTE


1Cfr. Stefano Franzato, "Internet per l'aggiornamento", in Spazio, Tempo, Informazione nella Scienza, Cultura, Economia, Atti del Simposio Europeo ECO-Crea 1996, Venezia 24-25 Maggio 1996, quaderno ECO - Crea Network - n° zero, pp.73-4. (Ritorno)

2Konrad Lorenz, Vivere è imparare, Milano, Editori Associati, 1993. (Ritorno)


prof. Franco Di Cataldo - Liceo Artistico - Venezia - IRRSAE Veneto

INTERNET A SCUOLA?

Ancor oggi è il caso di valutare l’opportunità dell’introduzione di Internet nella scuola? All’interno di questa domanda ve ne sono molte che riguardano il significato dell’introduzione della telematica nella scuola e più in generale il problema dell’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica. Qui ci soffermiamo solo sul primo aspetto della questione.

Che farsene a scuola di Internet quando radio e TV ci martellano sui pericolosi incontri che i nostri ragazzi possono fare in rete? Su Repubblica del 28/3/97 Umberto Galimberti, in un articolo su un suicidio di trentanove adepti della setta "Heaven’s Gate", immolatisi nel nome delle telecomunicazioni, affermava "Perché, non lo sapevamo che prima o poi Internet e la sua rete avrebbero preso il posto di Dio e quindi, come sempre accade intorno a ogni Dio, ci sarebbero stati dei sacrificati?". Sulle pagine dello stesso giornale sono state date risposte adeguate ad un approccio di questo tipo, ma questo riferimento la dice lunga sul piano del dibattito. Forse è sufficiente un po' di ragionevolezza, quale può essere l’invito espresso sulle pagine del "Gazzettino" da Sergio Dall’Omo a "non lasciar soli i bambini nel parco". E forse vale la pena partire da quest’ultima considerazione per cercare di capire il ruolo che la scuola può svolgere nel "guidare i bambini nel parco" nell’attuazione di esperienze di crescita relazionale e cognitiva. E per questo conviene partire da esperienze concrete realizzate qui intorno a noi nelle scuole venete e che proprio in questi giorni hanno visto la pubblicizzazione.

In particolare mi riferisco alla prima realizzazione di un progetto cooperativo di educazione alla pace realizzato dall’IRRSAE del Veneto in collaborazione con cinque scuole, elementari e medie, distribuite nel territorio della regione (S.M. "E. Toti" di Musile di Piave, S.M. "U. Foscolo" di Preganziol, S.M. "Don Milani" di Vigonza, S. El. "Baccari" di Lendinara e la S. El. "Boscardin" di Brendola) con il supporto tecnico fornito dalla GPNet del gruppo Pellegrini di Mestre. In che cosa è consistita l’attività? Sostanzialmente nella realizzazione di un "bollettino di pace" articolato in una sezione documentale ed una di progettazione e realizzazione comune.

Nella prima era data l’opportunità di documentare le esperienze e rendere visibili i prodotti realizzati dai bambini nell’ambito delle attività realizzate in progetti didattici sul tema dell’educazione alla pace. La seconda sezione, denominata co-operando, ha visto un uso della telematica, e di Internet in particolare, estremamente significativo. È stata costituita una classe virtuale, aggregando classi quinte delle scuole elementari con le prime classi delle scuole medie, nella quale i bambini si sono presentati in rete con degli pseudonimi, e si sono conosciuti utilizzando la posta elettronica in rapporto alle affinità riscontrate nelle presentazioni. A questo punto hanno incominciato a lavorare insieme a distanza producendo una storia in forma collaborativa seguendo una precisa scansione sequenziale rispettando tempi e modalità che venivano di volta in volta concordate in rete. C’era chi doveva lavorare sulla parte testuale, chi su quella iconografica, chi sulla parte sonora e chi sul piano della ricerca in rete. Le produzioni venivano realizzate in attività di gruppo e vedevano momenti di confronto per la selezione che ogni classe doveva effettuare ed inviare in rete. La memoria del percorso e di tutti i materiali elaborati viene conservata in un archivio che dà visibilità a tutto ciò che è stato prodotto. Un archivio che sarà la base per la generazione di nuove storie attraverso la composizione casuale di singoli componenti per attivare la ricerca di raccordi di congruenza.

I primi risultati sono in buona parte già visibili in rete all’URL:
http://www.gpnet.it/irrsaev/favola/page2.htm
I bambini con una bella festa “reale” svoltasi a Vigonza nella Villa Bettanini, hanno concluso questa prima parte del lavoro a distanza sviluppando, in una situazione “in presenza”, una nuova socializzazione che esce dai confini della classe e della scuola e pronti a riprendere nuove attività collaborative a distanza.

L’educazione alla collaborazione ed alla condivisione delle risorse, contrapposta all’individualismo ed al particolarismo, diviene un elemento educativo e culturale di base in una società in cui si voglia dare un assetto sistemico alla cultura di rete “orizzontale”, in cui ognuno possa essere soggetto attivo nello sviluppo della conoscenza e dell’integrazione sociale, grazie anche ad un uso mirato della telematica.


dott. Michele Moro - Università di Padova - SMAC Venezia

L'evoluzione delle tecnologie nel contesto didattico

Premessa

La scuola si trova spesso a confrontarsi con l'esplosione di fenomeni ad essa esterni (spesso estranei) che interessano il grosso della popolazione e hanno dinamiche proprie. Alcuni, ad esempio, affermano che i canali di comunicazione ed apprendimento tradizionali (il libro, il quotidiano, l'insegnante e l'ambiente scolastico) siano stati sopravvanzati, almeno in termini quantitativi e di penetrazione piuttosto che qualitativi, da altri canali quali la televisione, il cinema ecc. Tra questi fenomeni si può collocare lo sviluppo del personal computing attraverso le sue molteplici forme e, in particolare, con riferimento al complesso di attività, standard di interfaccia e di programma che va sotto il nome di multimedialità.

Il fenomeno della diffusione del PC presenta una incidenza ed una dinamica ancor più marcate rispetto ad altri fenomeni di dimensione comparabile. Da qualche tempo infatti anche la famiglia italiana media può permettersi l'acquisto di un PC multimediale, ovvero di uno strumento caratterizzato da grande flessibilità e da un'ampia possibilità di gestire contenuti informativi ricchi e diversificati. Una recentissima indagine di un osservatorio milanese ha effettuato una statistica su un campione di 10.000 persone, di età compresa tra 14 e 80 anni, contattate telefonicamente. Secondo questa indagine risulterebbe che il 14% della popolazione italiana (circa 6 milioni) possiede e utilizza un PC a casa. Il risultato appare un po' sovrastimato, visto che lo scorso anno si parlava solo del 7%. Comunque, con tutte le riserve, questo dato conferma una forte crescita nella penetrazione di questo strumento nelle case nella nostra popolazione. Si tratta certamente di un fenomeno per molti aspetti rilevante, considerando primariamente che il PC non è un semplice elettrodomestico o macchina di calcolo, ma una macchina complessa, che si trasforma e si adatta al contesto operativo e alle scelte di chi la usa.

I nostri ragazzi vengono fatti appartenere alla 'generazione del computer' poiché manifestano una comune dimestichezza nell'uso dello strumento, unita ad un diffuso senso di gratificazione e di divertimento. Queste caratteristiche appaiono invece più rare o comunque meno evidenti nei loro genitori e negli adulti, attuali, in genere. Diversamente dalla televisione e da altri apparecchi casalinghi, l'uso del computer richiede pur sempre una fase iniziale di apprendimento e quindi uno sforzo che l'adulto non sembra portato a compiere se non spinto da precise motivazioni. Questo sforzo appare, nel ragazzo, assai più modesto. Inoltre, seguendo recenti approcci epistemologici 1 , il PC può costituire una specie di 'prolungamento' per la mente umana, una piattaforma ove sperimentare vie di apprendimento alternative, più ricche ed efficaci rispetto a quelle tradizionali.

Questa situazione si traduce in una certa divaricazione tra adulti e ragazzi ed in particolare tra insegnanti ed allievi che si sta facendo piuttosto marcata, anche a causa del fatto che molte scuole, soprattutto nei segmenti elementare e medio inferiore, non hanno nemmeno una dotazione adeguata che possa servire di base ad uno sviluppo nell'uso delle nuove tecnologie informatiche. Da qui nasce il problema della definizione delle procedure operative e dell'addestramento dei docenti, di cui anche il ministero, seppur con una certa fatica, si sta facendo carico. Questa divaricazione è destinata ad accentuarsi proprio a causa dello sviluppo delle tecnologie, la cui dinamica sembra caratterizzata da una accelerazione costantemente positiva. Questo sviluppo offrirà in tempi abbastanza ravvicinati non solo un miglioramento delle applicazioni oggi disponibili ma si aprirà ad una serie di nuove possibilità che oggi si possono solo intuire o sono presenti nei prototipi di laboratorio o sono nelle buone intenzioni dei progetti più avanzati.

Cercherò ora di riassumere quelli che appaiono oggi gli sviluppi più promettenti, tentando anche di immaginare i possibili scenari che si potranno manifestare, considerando i 3 fronti su cui la tecnologia informatico-telematica si applica: l'hardware, il software e le comunicazioni, cioé la struttura di trasmissione dell'informazione, cominciando proprio da quest'ultima.

Le comunicazioni

Lo hardware

Il software

Conclusioni

Tutto si sta muovendo nella direzione di una larga utilizzazione e potenziamento della multimedialità. Rispetto all'informazione testuale, quella multimediale si caratterizza per una maggiore ricchezza, per la possibilità di contestualizzazione e per quella ridondanza e talvolta ambiguità semantica che è tipica del modo di interagire dei sistemi cognitivi umani. Ciò quindi costituisce la base per lo sviluppo di attività collaborative e sinergiche di maggiore efficacia, creative, libere da vincoli spazio-temporali e che possono quindi costituire il collante per comunità ad ampio spettro, anche geografico, come quella europea.

Naturalmente occorre affrontare il problema della formazione dei docenti, il problema della dotazione delle scuole, occorre evitare che sorgano nuove sperequazioni che potrebbero nascere da uno sviluppo non equilibrato delle nuove tecnologie, occorre soprattutto evitare che questo momento venga vissuto come una rincorsa della moda che va per la maggiore, con il rischio che, sfumata la novità, non emerga alcun progresso reale sotto il profilo educativo e di risposta alle effettive esigenze della nostra epoca. La scuola ha quindi in questo momento la responsabilità di delineare un chiaro modello di utilizzazione delle nuove tecnologie che privilegi gli aspetti di effettiva crescita culturale e sociale, prima che il mondo del business, che per il momento rimane l'unico vero attore a fissare le regole del gioco, magari inconsapevolmente non costringa il mondo dell'educazione a subire scelte compiute altrove e non desiderate. Credo che discussioni come quella di oggi aiutino nello svolgere questo delicato compito.


NOTE

1 Seymour Papert, "I BAMBINI E IL COMPUTER. NUOVE IDEE PER I NUOVI STRUMENTI DELL'EDUCAZIONE", Rizzoli 1994
("The Children's Machine. Rethinking School in the Age of Computer", Basic Books 1993);
si veda una recensione
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prof. Sergio Congiu - Università di Padova

Nuove Tecnologie Telematiche nella Didattica Universitaria

Esempi d'uso attuale (Univ. di Padova)

Usi prevedibili nell'immediato futuro

Problemi

Esempi di uso attuale: D.U. in Ingegneria Informatica

Altri esempi di uso attuale

Programmi Erasmus/Socrates

Orientamento

Altri usi nell'immediato futuro

Problemi


prof. Aldo Brullo - SMS - Maser (TV)
[Sunto]

Il relatore è partito dall'affermare necessità di sapere cosa mettere dentro i computer. Questo richiede docenti preparati (quelli attualmente in grado di utilizzare appieno le nuove tecnologie sono pochi e distribuiti) e dotati del tempo necessario per approfondire le problematiche connesse e definire linee d'azione e progetti. Il problema non è l'utilizzo dei CD ma arrivare a far produrre ai ragazzi materiali multimediali validi. Occorre evidenziare quali siano gli obiettivi di apprendimento che si intendono perseguire con le nuove tecnologie. Occorre risolvere il probelma dell'isolamento dei docenti attraverso meccanismi di comunicazione tra docenti e mediante progetti comuni. Questi approcci consentono e valorizzano la specializzazione e forniscono un carattere impegnativo al concetto di autonomia.


prof. Simone Morandini - Liceo Classico "Foscarini" - Venezia

Nuove tecnologie, tra apertura e crisi della didattica (alla luce delle riflessioni del gruppo DISW - Didattica, innovazione scientifica e WWW)

Due metafore:
  1. L'apertura: nuovi canali, nuovi linguaggi, nuove possibilità di comunicazione; anzi spesso: rilancio di canali con un nobile passato:
    1. L'ipertestualità multimediale come paradossale riabilitazione del testo e dello scritto (la scrittura trova forme più libere e accattivanti, non è più contrapposta all'"audiovisivo"). La produzione di ipertesti si traduce in lavoro di gruppo, lavoro di "ricerca", che pur ora essere finalizzato all'effettiva produzione di un novum, divenendo possibile contenuto di un contenitore significativo. Possibilità di raccordo per diverse attitudini e competenze entro i gruppi di docenti e studenti; un passo per superare il divario cultura scientifica/cultura letteraria.
    2. La telematica come recupero dell'opportunità di comunicare a distanza. L'E-mail fa tornare d'attualità la "lettera"; favorisce un colloquio in cui i tempi sono quelli dello scritto (pensiero, non-immediatezza), ma anche quelli del contatto quotidiano (continuità, efficacia); consente un contatto interscuola, interregione, internazione che è nuovo.
    3. Il WWW come opportunità di una ricerca dinamica, come dilatarsi dell'orizzonte della biblioteca, come possibilità di accesso a fonti (spesso in tempo quasi-reale)
    4. Il bonus, di interesse ed entusiasmo che le nuove tecnologie suscitano garantisce da parte degli studenti una diusponibilità all'operare che raramente viene espressa altrimenti.
  2. La krisis (interrogazione, problematicità)
    1. L'ipertesto:
      1. All'entusiasmo per la produzione segue spesso l'insignificanza del prodotto; il bonus, una volta speso, non è sempre di nuovo disponibile. Come rendere disponibili i materiali prodotti dalle scuole ad altri utenti? Come crescere alla luce delle esperienze degli altri?
      2. Le tecnologie della produzione di ipertesto, elementari a livello base (HTML, magari con i vari editors disponibili), divengono complesse quando si passa a livelli superiori; richiedono aggiornamento continuo. Nel lavoro in classe ho verificato l'obsolescenza veloce del mio studio di HTML, di fronte ai progetti di studenti già ferrati in Java-Script e che comunque chiedevano da me valutazioni attendibili. Chi garantisce ai docenti un flusso di aggiornamento adeguato?
    2. La navigazione nel WWW: lo smarrirsi, lo spaesamento di fronte ad una mole di informazione. Come reperire quella significativa? Come verificarne l'attendibilità? In molti casi la risposta è quella di non inserire Internet nella didattica (se non per la comunicazione: E- mail...), ma così facendo lasciamo all'irrilevanza una ricca mole di informazione - di cui spesso gli studenti finiscono per conoscere solo quella più urlata e meno rilevante.
      1. Per le scuole il problema è spesso semplicemente quello del disporre di una connessione, ma anche in presenza di essa (al Foscarini abbiamo la possibilità di connetterci da tutti i PC e speriamo di passare presto ad ISDN) quale uso promuovere del WWW? Come educare all'uso di un medium affascinante e così complesso? Non ha senso insegnare a scrivere (testi o ipertesti) senza insegnare anche a leggere (libri in biblioteca o siti sul WWW)
      2. Una prospettiva potrebbe essere quella di uno sforzo per rendere disponibili attraverso il WWW risorse didattiche (software di simulazione, geometria, didattica delle lingue); c'è un bisogno di contenuti, cui solo il Ministero, in collaborazione con i vari Enti di ricerca potrebbe far fronte.
      3. Ma sarebbe opportuno creare anche un servizio di avvisi ai naviganti; una rete di centri di consulenza - scuole o enti di ricerca, capaci di offrire indicazioni su temi di rilievo. Rendere disponibili delle "sitografie" (liste di bookmarks, adeguatamente commentati), come indicazioni per aprire - non chiudere - la ricerca.
  3. Ma vi è anche un problema di risorse umane
    1. Quali risorse sono a disposizione degli insegnanti per questo lavoro, faticoso e impegnativo? Anche supposta da parte delle scuole una disponibilità di risorse hardware e software ed al di là della formazione di base, chi garantisce un aggiornamento decoroso? È sufficiente confidare nella disponibilità individuale? E un insegnate può permettersi (economicamente) di tenersi aggiornato? Quali investimenti in questo senso?
    2. Talvolta esistono materiali, tecnologie e pacchetti software che consentono risultati eccellenti a basso costo; occorrerebbe una rete di collegamento tra scuole, che metta a disposizione esperienze e conoscenze tecniche. Se sembra superata la logica centralistica del PNI (Pascal per tutti ed in tutte le salse) è davvero opportuno lasciare le singole scuole alla frammentazione?
    3. L'entrata delle nuove tecnologie multimediali nella scuola è un'istanza tutta positiva, ma certamente non banale, nè facile da realizzare. Vi sono problemi tecnici, ma vi sono anche scelte educative - scelte di politica ed economia dell'educazione - che non si riducono a investire miliardi per PC più aggiornati. L'appello alla buona volontà, alla creatività ed alla disponibilità degli insegnati è certo necessario, ma non può essere - ancora una volta - l'unico strumento.
Simone Morandini (Liceo Foscarini di Venezia, simmmor@mbox.vol.it).
Per informazioni sul gruppo DISW: info-disw@see.it.


dott. Claudio Madricardo - SMAC - Venezia

Ipertestualita’, rete e superamento della organizzazione "fordistica" della didattica

Architettura iperstestuale, fondata sull'adozione di un modello mentale connessionista, implica in buona parte il superamento delle separatezza delle discipline. La rete al giorno d'oggi, e con essa l'ipertestualità, può essere assunta quale metafora dei processi di globalizzazione che investono le economie dei singoli paesi, scardinandone dal profondo molti aspetti dell'organizzazione sociale i quali, per essere stati pensati a scala paese, risultano sempre più angusti, obsoleti ed antieconomici. L'organizzazione del lavoro che storicamente si è determinata in questo secolo, qui il richiamo al fordismo, è ormai incompatibile con l’interpretazione della contemporaneità, e ciò accade anche nella scuola. Se è vero che è l'assetto economico-produttivo a modellare a propria immagine e somiglianza le istituzioni sociali, al modello della produzione parcellizzata, basata sulla separatezza dei saperi (fordismo), dobbiamo presto saper sostituire un diverso modello fondato sulla dialettica reale dei saperi, come già avviene, e mi rifaccio alla metafora iniziale, nei modelli economici attualmente egemoni, flessibili e capaci di favorire sinergie tra realtà diverse.
Ecco quindi l'importanza del "grimaldello ipertestuale" quale strumento che, affiancando in se' saperi e competenze differenti e diffondendo una sorta di "logica dell'esploratore" necessiterà l'affermazione di un'organizzazione diversa della didattica a superamento dell'attuale suddivisione in specifiche discipline non dialoganti. L'effetto di scardinamento dell'organizzazione della didattica "fordista" a lungo andare sarà dirompente, imponendo un modello di scuola flessibile, con un più alto contenuto di "ricerca" e un conseguente ampiamento delle ricadute espistemologiche.
Ciò premesso, appare sempre più minaccioso il rischio (e in tal modo viene percepito da molti nella scuola) che questo rapido cambiamento che stiamo vivendo avrà come esito la nascita di fatto di nuovi poteri, per i quali ad una ristretta casta di tecnocrati si contrapporrà una vasta plebe di insegnanti analfabeti informatici. Per evitarlo, l'unica strada che abbiamo davanti è quella di far sì che la tecnologia nella scuola divenga effettivamente strumento moltiplicatore delle capacità, e non si tramuti in fine ultimo, in contenuto cognitivo.


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