IPERION 96
Presentazione delle scuole collaboranti |
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Tavola rotonda: "Gli indirizzi educativi |
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La presentazione è stata preceduta da un saluto di benvenuto da parte dell'Assessore all'informatica della Provincia di Venezia, dott. Davide Zoggia, che ha sottolineato il particolare interesse dell'Amministrazione provinciale verso iniziative che di collaborazione tra scuole come quella di IPERION. Questo tipo di attività, oltre a costituire uno stimolo di carattere culturale e uno scambio tra allievi operanti in realtà distinte, si caratterizza, grazie all'uso delle nuove tecnologie telematiche, come messaggio di libertà e di integrazione tra popoli e culture diverse.
La prof. Adriana Sartorio, Vicepreside della Scuola Media annessa al Conservatorio "B.Marcello", quale rappresentante della scuola promotrice, ha sottolineato come il progetto IPERION sia nato da uno stimolo proveniente dall'utenza, da chi la scuola la vive da dentro, e come sia stato l'occasione per sperimentare forme di collaborazione diverse dall'usuale, mettendo in stretto contatto docenti e allievi fisicamente lontani e, nel caso specifico, anche di età diversa, convenendo su un filo conduttore comune che ha dato loro l'occasione di vivere un'esperienza nuova e stimolante.
Si sono poi avvicendati sul palco gli allievi delle cinque scuole (Ottobrunn, Madrid, Schio, Liceo Artistico e SMAC di Venezia) che hanno prodotto il materiale ipermediale dal titolo: "G.B.Tiepolo: l'Uomo, le Opere e i Giorni", trattando la parte che ciascuno di loro aveva sviluppato. Tutti i ragazzi hanno messo in evidenza l'importanza di aver colto l'opportunità per condurre un'esperienza innovativa, grazie alla collaborazione sviluppatasi tra gli allievi coinvolti, all'approfondimento delle tematiche affrontate e alle stimolanti attività collaterali (visite a musei e mostre, utilizzo di strumenti informatici e di nuove tecnologie). Una nota particolare per le due ragazze del Gymnasium di Ottobrunn (Germania) che hanno svolto la loro relazione in Inglese (con traduzione simultanea da parte di una allieva dell'ospitante Istituto per il Turismo "Algarotti) così come hanno ricambiato con una analoga presentazione anche in lingua inglese gli allievi del Liceo Scientifico "Tron" di Schio (Vicenza). Tutto il lavoro presentato è ora visibile accedendo all'indirizzo:
http://www.venis.it/smac/ice96/ice96.html
Il relatore ha voluto portare, a nome di PoloEst e della Provincia di Venezia, il saluto e il ringraziamento
agli altri relatori convenuti. Quale ente organizzatore e supporter del convegno, PoloEst è stato
molto soddisfatto dell'attività svolta con il progetto IPERION ICE 96, che ha operato in linea con
l'attività istituzionale di questa specie di 'agenzia speciale' della Provincia, atta a costituire
una rete civica e servizi a supporto di tutti i Comuni del veneziano. PoloEst è soprattutto costituito
da una serie di contenitori predisposti e collegati entro cui le singole entità interessate (amministrazioni
pubbliche, scuole, associazioni no-profit) possono sviluppare, autonomamente e/o con l'aiuto di PoloEst, i
loro specifici servizi al loro interno e per la comunità in generale.
Il relatore ha sottolineato la fattiva collaborazione con il Diploma Universitario in Sistemi Informativi
Territoriali dell'Istituto di Architettura, all'interno della cui sede (Ca' Nani) si svolgono le
principali attività di PoloEst.
Le iniziative promosse da PoloEst hanno trovato una buona risposta, e in qualche caso particolarmente
stimolante, da parte di molti comuni e scuole. La collaborazione con l'Amministrazione Pubblica potrebbe
comunque svilupparsi maggiormente al fine di dare una valido servizio ai cittadini.
Il Laboratorio di Ricerca Educativa della Università di Firenze ha avuto l'incarico della Facolta' di Scienze MFN al fine di realizzare quelle relazioni tra Università/Scuola ed Industria ritenute utili nel determinare lo sviluppo della Educazione Telematica. Perseguendo tale incarico abbiamo già da due anni realizzato vari progetti e corsi di aggiornamento "Università/ Scuola On Line". Inoltre con la collaborazione della TELECOM ITALIA abbiamo organizzato due seminari di studio, Maggio 96 Venezia, Maggio 97 Firenze, sul tema dello "Sviluppo creativo delle reti interattive".
Il nostro lavoro di ricerca ed innovazione educativa ci ha fatto comprendere che le forze portanti dello sviluppo delle reti interattive sono: bassi costi telefonici, collaborazione a grandi distanze e sviluppo dei contenuti gestibili in rete interattiva. Nel prossimo futuro, quanto più la utilizzazione delle reti interattive incuberà lo sviluppo alle relazioni economiche scientifiche e culturali, tanto più i prezzi saranno competitivi e quindi le spese di connessione avranno un debole impatto rispetto quelle attuali.
Ciò significa che dovremo predisporre i nostri interventi finalizzando la educazione a una collaborazione sempre più ampia ed internazionale cioè proprio agendo nella dimensione del world wide web. I finanziamenti per la innovazione educativa saranno pertanto orientati per imprimere la crescita di tale dimensione europea ed internazionale.
Bisogna tenere ben presente che quanto sopra non significa realizzare una uniformità culturale e scientifica, poiché ciò costituirebbe un danno per la creatività del sistema sociale complessivo in quanto i parametri dello sviluppo creativo saranno correlati ancor più di oggi verso la differenziazione culturale ed alla comunicazione e valorizzazione delle differenze cognitive. Pertanto il lavoro di ricerca per una educazione telematica, anziché uniformarsi a degli standards cognitivi internazionali, dovrà individuare le modalità comunicative ottimali capaci di valorizzare le culture locali di ciascun Paese, Regione od area, mettendone in evidenza i tratti di una propria personalizzazione ed originalità per attuare un vasto confronto nel world wide web sulle differenze culturali e cognitive di ciascun paese popolo o regione.
Problemi tecnici di traduzione automatica e simultanea dei linguaggi e di sviluppo dei motori di ricerca ecc... daranno vita ad un sistema che oggi non è ancora attuabile ma di cui già é prevedibile l'efficacia a breve scadenza.
In questa prospettiva riteniamo importante realizzare il prossimo anno (Maggio 98) un terzo seminario di studio sul tema:
"Creativity and development of interactive culture: European cultural and scientific roots on the world wide web".
Il seminario sarà realizzato in una duplice collocazione: in New York e probabilmente in una città della Sicilia, ancora da individuare; le due iniziative contemporanee verranno collegate in "tele-conferenza" tra loro al fine di realizzare quella dimensione di collaborazione mondiale, che renderà efficace e creativo un ampio e qualificato sviluppo dei contenuti culturali e scientifici tramite la utilizzazione delle reti interattive.
L'idea del seminario di studi LRE/98 è stata fatta propria dalla Associazione Network Telematico EGO-CreaNET, costituitasi durante il seminario LRE/97 a Firenze. EGO-CreaNET, ha avuto la adesione di oltre cinquanta partecipanti al convegno di Firenze: tra essi il Prof. Martin Stiglio dell'Istituto di Cultura del Consolato Generale d'Italia a NY, che si è già detto disponibile a collaborare per attivare relazioni europee ed il consenso locale necessario a New York al fine di realizzare la sezione seminario di studi LRE/98 in quella sede.
Il vero problema è stato fin dall'inizio: come utilizzare Internet nella didattica in modo efficace? Dopo più un anno di lavoro ritengo di aver realizzato al Liceo Tron una significativa esperienza che potrebbe essere confusa con una buona risposta...
Fin da subito, quando ancora in Italia di Internet non si parlava, quando il Sole 24ore non aveva ancora realizzato inserti, quando le religiose non avevano ancora partecipato alla pubblicità dell'IBM e quando i libri di HTML si stentavano a trovare, di Internet mi entusiasmava la forza comunicativa. Se cercavi di coinvolgere qualcuno della novità della cosa, spesso ti scontravi con atteggiamenti scettici ritenendola niente di più che parte di quella esasperata innovazione informatica da cui e' tempo di cominciare a difendersi. In realtà l'informatica c'entra poco di fronte invece alla RIVOLUZIONE COMUNICATIVA che sta iniziando e che fin da subito si poteva intravedere.
Per ambire a far parte vera della comunità di Internet si devono acquisire TRE abilità:
L'impegno più gravoso e' stato sicuramente il terzo:
per ambire ad essere un nodo di rete è necessario avere una propria identità (che necessita per altro di una propria originalità).
Per dirla con altre parole: le reti sono fatte di aste e di nodi: noi volevamo essere un nodo, ma che nodo? Qualcuno crede che i nodi siano una specie di incroci e assumono il ruolo di semaforo, di HUB, di 'smistatore' di informazioni prodotte e utilizzate da altri. Con nodi di questo tipo la rete diventa sovraccarica di 'rumore' (notizie banali e inutili) come una città immobilizzata dal traffico prodotto da quelle vetture che cercano inutilmente un posto dove parcheggiare. Se invece i nodi producono e utilizzano vere informazioni allora la rete è una comunità di soggetti con una propria originalità che sono veramente attori della rete.
Chiarito che l'obbiettivo non è il comunicare fine a se stesso, ma l'informazione oggetto della comunicazione, mi si è posto un nuovo problema: chi sono? Qual è il mio contributo?
Per dar vita allo spazio del Liceo su Internet ho attivato un gruppo di ragazzi appassionati di informatica di classi diverse e ho costituito il gruppo Tron's Web. Sono bastate poche lezioni su Internet e sul linguaggio HTML e già i ragazzi erano ansiosi di produrre le prime pagine, quindi siamo andati alla ricerca di contenuti da 'mettere' in Internet, ma dove trovarli al Liceo?
In un Liceo si acquisiscono conoscenze, si risolvono problemi (problem solving), non si fa ricerca e non si progetta. Di nuovo il problema, non è imparare HTML, ma produrre contenuti interessanti o almeno trovare dei contenuti da arricchire con una propria originalità.
I ragazzi del Tron's Web diventarono presto essi stessi docenti o meglio è venuto meno il mio ruolo usuale di docente e si è invece via via creato un ambiente di lavoro in équipe in cui si fissano gli obbiettivi, si dividono i compiti, si confrontano i risultati e le competenze acquisite.
Molti sono stati i progetti portati a termine (possono essere visitati presso http://www.atnet.it/lstron/).
Abbiamo iniziato (guardandoci dentro) con la presentazione del Liceo che è oggi utilizzata per l'orientamento delle terze medie, la versione telematica del Tron's Zoo (giornalino di Istituto) che, a quanto sembra, è letta dagli exalunni e dai genitori più intraprendenti. Abbiamo realizzato un piano antincendio dell'edificio scolastico con mappe, normative, vie di fuga, ecc., il piano è stato collaudato e l'ipertesto è servito ad istruire alunni e personale. Più divertente è stato realizzare il sito italiano, con autorizzazione (avuta via E-mail) degli autori di famosi cartoni giapponesi (questa parte del nostro sito ha generato una notevole corrispondenza). Astronomy pages è invece il nome dato alle nostre pagine di astronomia, l'obbiettivo era di realizzare un sito di astronomia con presenza rilevante di grafica; i ragazzi hanno costruito i file VRML ricostruendo le coordinate sferiche delle immagini dei pianeti a partire dalle mappe 'piane' dei corpi celesti e del sistema solare. Questo lavoro insieme con Editor HTML (il software creato dai ragazzi in Visual BASIC e utilizzato da tutti noi per creare documenti HTML) è stato selezionato per partecipare al Convegno della Città dei Ragazzi di Roma. Esperienza eccezionale per i ragazzi, ma anche per i docenti che hanno aderito, è stata la partecipazione al convegno Multimedia, TV e didattica realizzato al nostro Liceo con un notevole contributo organizzativo dei ragazzi. Oltre a predisporre gli strumenti informatici, i ragazzi hanno preparato un workshop apprezzato su 'Internet a scuola' e predisposto poi gli atti del convegno (segnalati nientemeno che da Altavista come sito di particolare interesse). L'ultimo lavoro, quello più poderoso, è stato la redazione su commessa della Provincia di Vicenza del sito Tiepolo e la vita in Villa (dal testo dello stesso titolo Neri Pozza Editore) che è stato poi presentato a Venezia presso l'Istituto per il turismo perché inserito nel progetto Iperion 97 coinvolgente scuole di Spagna, Germania e Italia in occasione del terzo centenario della nascita del Tiepolo.
Riflettendo sulla mole di lavoro fatto e sugli elaborati prodotti, scopro che né da parte mia, né da parte dei ragazzi i contenuti sono stati la cosa importante. Anzi i contenuti avrebbero potuto essere diversi sempreché utili per essere protagonisti di una significativa esperienza di apprendimento e di collaborazione con i compagni, con l'insegnante, con alcuni enti del territorio, con altri ragazzi, altri docenti, altre persone disperse nel mondo.
Autoorganizzazione e autoapprendimento sono stati i criteri base che ho utilizzato fin da subito, e che ho voluto rispettare sempre anche quando la mia vocazione di insegnante (all'antica!) mi suggeriva di insegnare, di dare consigli, di esprimere valutazioni.
Per autoorganizzazione intendo:
Tutto ciò è fatto autonomamente dai ragazzi. E' evidente a questo punto che per autoapprendimento si intende che gli alunni imparano da soli! In modo autonomo
E intanto sviluppano atteggiamenti (valutabili) che si riflettono sull'apprendimento e sulla crescita di professionalità. Insomma l'attività del gruppo simula il modo di lavorare più diffuso nella realtà aziendale e si conclude come una gara sportiva verso un traguardo collettivo e con soddisfazione personale. Potremmo dire che accesso all'informazione e alla conoscenza, e comunicazione e collaborazione interpersonale raggiungono un momento di sintesi reale con lo slogan: imparare insieme facendo.
La presenza di questo gruppo e la motivazione degli alunni aderenti hanno portato contributo decisamente positivo
Ritorniamo al punto di partenza: la necessità di avere una identità.
I ragazzi hanno capito il loro ruolo di rappresentanza e di relazioni per la scuola. Sono stati coinvolti da alcuni enti locali su alcuni progetti, da altre scuole per iniziative di respiro europeo (il centenario del Tiepolo), hanno potuto andare alla Città dei Ragazzi di Roma (siamo di Schio(VI)) per relazionare sulla loro esperienza, i loro lavori sono stati selezionati da Pianeta Scuola per uno stand presso il Futurshow di Bologna, hanno lavorato con ragazzi italiani, tedeschi e spagnoli per produrre un lavoro presentato poi da loro presso l'Istituto del Turismo di Venezia. In queste occasioni i ragazzi si attendevano (e l'hanno potuto fare) di confrontarsi con altre esperienze e se possibile di costruire nuove collaborazioni. Insomma i ragazzi si sono trovati protagonisti del loro processo di apprendimento e immersi in un sistema di relazioni che li ha fatti riflettere su stessi e sul loro rapporto con gli altri.
Come docente responsabile mi sento indubbiamente ricco di una esperienza didattico-educativa decisamente efficacie che ha presentato in occasione di qualche convegno con un riscontro lusinghiero permettendomi di costruire nuove e importanti relazioni con altri docenti di scuole e università vicine e lontane.
Gli obbiettivi che ci stiamo ora ponendo sono due:
uno, di natura tecnico-organizzativa, è la costruzione di una intranet della scuola per aumentare la comunicazione interna all'ambiente scolastico di tutte le persone attive nella nostra scuola, ovvero per rinforzare il nostro essere nodo come sistema di persone possibilmente creative e originali,
l'altro, didattico, consiste nell'utilizzare l'esperienza acquisita
con il Tron's Web nella normale attività didattica
con la classe, in particolare realizzando le aree di progetto
nei corsi di sperimentazione Brocca con gli stessi criteri di
autoorganizzazione e autoapprendimento.
L'idea di realizzare un ipertesto è nata per essere concretizzata
nell'ambito dell'Area di progetto prevista per le classi del
biennio degli istituti tecnici industriali.
L'intento era duplice: sperimentare le potenzialità didattico-educative dell'area di
progetto su alunni di una seconda superiore e nello stesso tempo
far avere ai ragazzi un approccio diretto con uno strumento attualissimo
quale la Multimedialità.
L'argomento scelto "IL SENTIERO NATURALISTICO
DI SAN VITTORE" è stato dunque più un pretesto che non l'oggetto
principale del lavoro, in quanto questo non doveva risultare troppo
complesso e articolato per non assorbire totalmente le energie
impiegate nella realizzazione del progetto. La scelta dello strumento
software con cui realizzare 1'ipertesto offriva sostanzialmente
due possibilità e cioè:
Il relatore ha inizialmente messo in evidenza l'atteggiamento 'professionale', più acerbo nel caso dei ragazzi di scuola media, dimostrato dagli allievi durante la presentazione della mattina. Ha poi sottolineato l'importanza di costruire rapporti di collaborazione tra centri di ricerca e scuola al fine di sviluppare progetti e attività finalizzate sperimentabili direttamente sul campo. Ha infine illustrato le motivazioni del lavoro presso la scuola media "U.Foscolo" di Preganziol (TV) (il giornalino UGO).
NOTE
2Konrad Lorenz, Vivere è imparare, Milano, Editori Associati, 1993. (Ritorno)
Che farsene a scuola di Internet quando radio e TV ci martellano sui pericolosi incontri che i nostri ragazzi possono fare in rete? Su Repubblica del 28/3/97 Umberto Galimberti, in un articolo su un suicidio di trentanove adepti della setta "Heaven’s Gate", immolatisi nel nome delle telecomunicazioni, affermava "Perché, non lo sapevamo che prima o poi Internet e la sua rete avrebbero preso il posto di Dio e quindi, come sempre accade intorno a ogni Dio, ci sarebbero stati dei sacrificati?". Sulle pagine dello stesso giornale sono state date risposte adeguate ad un approccio di questo tipo, ma questo riferimento la dice lunga sul piano del dibattito. Forse è sufficiente un po' di ragionevolezza, quale può essere l’invito espresso sulle pagine del "Gazzettino" da Sergio Dall’Omo a "non lasciar soli i bambini nel parco". E forse vale la pena partire da quest’ultima considerazione per cercare di capire il ruolo che la scuola può svolgere nel "guidare i bambini nel parco" nell’attuazione di esperienze di crescita relazionale e cognitiva. E per questo conviene partire da esperienze concrete realizzate qui intorno a noi nelle scuole venete e che proprio in questi giorni hanno visto la pubblicizzazione.
In particolare mi riferisco alla prima realizzazione di un progetto cooperativo di educazione alla pace realizzato dall’IRRSAE del Veneto in collaborazione con cinque scuole, elementari e medie, distribuite nel territorio della regione (S.M. "E. Toti" di Musile di Piave, S.M. "U. Foscolo" di Preganziol, S.M. "Don Milani" di Vigonza, S. El. "Baccari" di Lendinara e la S. El. "Boscardin" di Brendola) con il supporto tecnico fornito dalla GPNet del gruppo Pellegrini di Mestre. In che cosa è consistita l’attività? Sostanzialmente nella realizzazione di un "bollettino di pace" articolato in una sezione documentale ed una di progettazione e realizzazione comune.
Nella prima era data l’opportunità di documentare le esperienze e rendere visibili i prodotti realizzati dai bambini nell’ambito delle attività realizzate in progetti didattici sul tema dell’educazione alla pace. La seconda sezione, denominata co-operando, ha visto un uso della telematica, e di Internet in particolare, estremamente significativo. È stata costituita una classe virtuale, aggregando classi quinte delle scuole elementari con le prime classi delle scuole medie, nella quale i bambini si sono presentati in rete con degli pseudonimi, e si sono conosciuti utilizzando la posta elettronica in rapporto alle affinità riscontrate nelle presentazioni. A questo punto hanno incominciato a lavorare insieme a distanza producendo una storia in forma collaborativa seguendo una precisa scansione sequenziale rispettando tempi e modalità che venivano di volta in volta concordate in rete. C’era chi doveva lavorare sulla parte testuale, chi su quella iconografica, chi sulla parte sonora e chi sul piano della ricerca in rete. Le produzioni venivano realizzate in attività di gruppo e vedevano momenti di confronto per la selezione che ogni classe doveva effettuare ed inviare in rete. La memoria del percorso e di tutti i materiali elaborati viene conservata in un archivio che dà visibilità a tutto ciò che è stato prodotto. Un archivio che sarà la base per la generazione di nuove storie attraverso la composizione casuale di singoli componenti per attivare la ricerca di raccordi di congruenza.
I primi risultati sono in buona parte già visibili in rete all’URL:
http://www.gpnet.it/irrsaev/favola/page2.htm
I bambini con una bella festa “reale” svoltasi a Vigonza nella Villa Bettanini, hanno concluso questa
prima parte del lavoro a distanza sviluppando, in una situazione “in presenza”, una nuova
socializzazione che esce dai confini della classe e della scuola e pronti a riprendere
nuove attività collaborative a distanza.
L’educazione alla collaborazione ed alla condivisione delle risorse, contrapposta all’individualismo ed al particolarismo, diviene un elemento educativo e culturale di base in una società in cui si voglia dare un assetto sistemico alla cultura di rete “orizzontale”, in cui ognuno possa essere soggetto attivo nello sviluppo della conoscenza e dell’integrazione sociale, grazie anche ad un uso mirato della telematica.
La scuola si trova spesso a confrontarsi con l'esplosione di fenomeni ad essa esterni (spesso estranei) che interessano il grosso della popolazione e hanno dinamiche proprie. Alcuni, ad esempio, affermano che i canali di comunicazione ed apprendimento tradizionali (il libro, il quotidiano, l'insegnante e l'ambiente scolastico) siano stati sopravvanzati, almeno in termini quantitativi e di penetrazione piuttosto che qualitativi, da altri canali quali la televisione, il cinema ecc. Tra questi fenomeni si può collocare lo sviluppo del personal computing attraverso le sue molteplici forme e, in particolare, con riferimento al complesso di attività, standard di interfaccia e di programma che va sotto il nome di multimedialità.
Il fenomeno della diffusione del PC presenta una incidenza ed una dinamica ancor più marcate rispetto ad altri fenomeni di dimensione comparabile. Da qualche tempo infatti anche la famiglia italiana media può permettersi l'acquisto di un PC multimediale, ovvero di uno strumento caratterizzato da grande flessibilità e da un'ampia possibilità di gestire contenuti informativi ricchi e diversificati. Una recentissima indagine di un osservatorio milanese ha effettuato una statistica su un campione di 10.000 persone, di età compresa tra 14 e 80 anni, contattate telefonicamente. Secondo questa indagine risulterebbe che il 14% della popolazione italiana (circa 6 milioni) possiede e utilizza un PC a casa. Il risultato appare un po' sovrastimato, visto che lo scorso anno si parlava solo del 7%. Comunque, con tutte le riserve, questo dato conferma una forte crescita nella penetrazione di questo strumento nelle case nella nostra popolazione. Si tratta certamente di un fenomeno per molti aspetti rilevante, considerando primariamente che il PC non è un semplice elettrodomestico o macchina di calcolo, ma una macchina complessa, che si trasforma e si adatta al contesto operativo e alle scelte di chi la usa.
I nostri ragazzi vengono fatti appartenere alla 'generazione
del computer' poiché manifestano una comune dimestichezza
nell'uso dello strumento, unita ad un diffuso senso di gratificazione
e di divertimento. Queste caratteristiche appaiono invece più
rare o comunque meno evidenti nei loro genitori e negli
adulti, attuali, in genere. Diversamente dalla televisione e da
altri apparecchi casalinghi, l'uso del computer richiede pur sempre
una fase iniziale di apprendimento e quindi uno sforzo che l'adulto
non sembra portato a compiere se non spinto da precise motivazioni.
Questo sforzo appare, nel ragazzo, assai più modesto. Inoltre, seguendo
recenti approcci epistemologici 1
, il PC può costituire una specie di 'prolungamento'
per la mente umana, una piattaforma ove sperimentare vie di apprendimento alternative,
più ricche ed efficaci rispetto a quelle tradizionali.
Questa situazione si traduce in una certa divaricazione tra
adulti e ragazzi ed in particolare tra insegnanti ed allievi che
si sta facendo piuttosto marcata, anche a causa del fatto che
molte scuole, soprattutto nei segmenti elementare e medio inferiore, non hanno
nemmeno una dotazione adeguata che possa servire di base ad uno
sviluppo nell'uso delle nuove tecnologie informatiche. Da qui nasce
il problema della definizione delle procedure operative e dell'addestramento
dei docenti, di cui anche il ministero,
seppur con una certa fatica, si sta facendo carico.
Questa divaricazione è destinata ad accentuarsi proprio
a causa dello sviluppo delle tecnologie, la cui dinamica sembra
caratterizzata da una accelerazione
costantemente positiva. Questo sviluppo offrirà in tempi
abbastanza ravvicinati non solo un miglioramento delle applicazioni
oggi disponibili ma si aprirà ad una serie di nuove possibilità
che oggi si possono solo intuire o sono presenti nei prototipi
di laboratorio o sono nelle buone intenzioni dei progetti più
avanzati.
Cercherò ora di riassumere quelli che appaiono oggi gli sviluppi
più promettenti, tentando anche di immaginare i possibili scenari
che si potranno manifestare, considerando i 3 fronti su cui la tecnologia
informatico-telematica si applica: l'hardware, il software e le
comunicazioni, cioé la struttura di trasmissione dell'informazione,
cominciando proprio da quest'ultima.
Naturalmente occorre affrontare il problema della formazione
dei docenti, il problema della dotazione delle scuole, occorre
evitare che sorgano nuove sperequazioni che potrebbero nascere
da uno sviluppo non equilibrato delle nuove tecnologie, occorre
soprattutto evitare che questo momento venga vissuto come una
rincorsa della moda che va per la maggiore, con il rischio che,
sfumata la novità, non emerga alcun progresso reale sotto
il profilo educativo e di risposta alle effettive esigenze della
nostra epoca.
La scuola ha quindi in questo momento la responsabilità
di delineare un chiaro modello di utilizzazione delle nuove tecnologie
che privilegi gli aspetti di effettiva crescita culturale e sociale,
prima che il mondo del business, che per il momento rimane
l'unico vero attore a fissare le regole del gioco, magari inconsapevolmente
non costringa il mondo dell'educazione a subire scelte compiute
altrove e non desiderate. Credo che discussioni come quella di
oggi aiutino nello svolgere questo delicato compito.
1
Seymour Papert, "I BAMBINI E IL COMPUTER. NUOVE IDEE PER I NUOVI STRUMENTI DELL'EDUCAZIONE",
Rizzoli 1994
Le comunicazioni
Lo hardware
Il software
Conclusioni
Tutto si sta muovendo nella direzione di una larga utilizzazione
e potenziamento della multimedialità. Rispetto all'informazione
testuale, quella multimediale si caratterizza per una maggiore
ricchezza, per la possibilità di contestualizzazione e
per quella ridondanza e talvolta ambiguità semantica che
è tipica del modo di interagire dei sistemi cognitivi umani.
Ciò quindi costituisce la base per lo sviluppo di attività
collaborative e sinergiche di maggiore efficacia, creative, libere da vincoli
spazio-temporali e che possono quindi costituire il collante per
comunità ad ampio spettro, anche geografico, come quella
europea.
NOTE
("The Children's Machine. Rethinking School in the Age of Computer", Basic
Books 1993);
si veda una recensione
(Ritorno)
prof. Sergio Congiu -
Università di Padova
Il relatore è partito dall'affermare necessità di sapere cosa mettere dentro i computer. Questo richiede docenti preparati (quelli attualmente in grado di utilizzare appieno le nuove tecnologie sono pochi e distribuiti) e dotati del tempo necessario per approfondire le problematiche connesse e definire linee d'azione e progetti. Il problema non è l'utilizzo dei CD ma arrivare a far produrre ai ragazzi materiali multimediali validi. Occorre evidenziare quali siano gli obiettivi di apprendimento che si intendono perseguire con le nuove tecnologie. Occorre risolvere il probelma dell'isolamento dei docenti attraverso meccanismi di comunicazione tra docenti e mediante progetti comuni. Questi approcci consentono e valorizzano la specializzazione e forniscono un carattere impegnativo al concetto di autonomia.
A
rchitettura iperstestuale, fondata sull'adozione di un modello mentale connessionista, implica in buona parte il superamento delle separatezza delle discipline. La rete al giorno d'oggi, e con essa l'ipertestualità, può essere assunta quale metafora dei processi di globalizzazione che investono le economie dei singoli paesi, scardinandone dal profondo molti aspetti dell'organizzazione sociale i quali, per essere stati pensati a scala paese, risultano sempre più angusti, obsoleti ed antieconomici. L'organizzazione del lavoro che storicamente si è determinata in questo secolo, qui il richiamo al fordismo, è ormai incompatibile con l’interpretazione della contemporaneità, e ciò accade anche nella scuola. Se è vero che è l'assetto economico-produttivo a modellare a propria immagine e somiglianza le istituzioni sociali, al modello della produzione parcellizzata, basata sulla separatezza dei saperi (fordismo), dobbiamo presto saper sostituire un diverso modello fondato sulla dialettica reale dei saperi, come già avviene, e mi rifaccio alla metafora iniziale, nei modelli economici attualmente egemoni, flessibili e capaci di favorire sinergie tra realtà diverse.
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