L'ultima grande personalità che operò a San Marco, fu quella di Baldassarre Galuppi, già maestro di musica all'Ospedale dei Mendicanti dal 1740 al 1751, che assunse il carico di Maestro di Cappella dal 1762 alla morte.Egli ebbe anche l'incarico di maestro di coro agli Incurabili, e la sua musica da chiesa apparteneva al miglior stile teatrale, arricchita com'era da vere arie di bel canto.Più noto come compositore per il teatro, Galuppi scrisse per la Cappella Ducale messe, mottetti, salmi, Miserere, Te Deum e Magnificat. La sua ultima composizione fu, comunque, una messa di Natale, composta poco prima di morire.Accanto a queste figure officiali di San Marco, va ricordato anche Antonio Caldara (1670-1736) che, dopo essere stato cantore nella Cappella Ducale, abbandonò definitivamente la laguna prima per la corte di Mantova, poi per quella di Vienna dove fu Kappelmeister fino alla morte. Ma anche il napoletano Nicola Porpora (1686-1768) che si stabilì a Venezia nel 1726 dove fu maestro agli Incurabili fino al 1733. A Venezia, Porpora cercò, senza successo, di raggiungere la carica di maestro in San Marco, ed assunse la carica di maestro di coro prima alla Pietà, poi all'Ospedaletto fino alla sua partenza definitiva nel 1747. Tra le sue opere, si ricordano il Magnificat in sol minore del 1742 ed una trentina di mottetti latini per solista, scritti senza dubbio per i suoi allievi preferiti.
Altri furono comunque gli apporti di musicisti meridionali alla vita musicale veneziana, tutti in primo luogo compositori di opere, ma presenti anche negli ospedali. Si può a questo riguardo ricordare Niccolò Iommelli, agli Incurabili dal 1743 al 1747; Tommaso Traetta, all'Ospedaletto tra il 1765 ed il 1768, e Antonio Sacchini, attivo fino al 1772. Dalla Germania venne invece frequentemente a Venezia Johann Adolf Hasse, uno dei più celebri compositori d'opera del tempo. Egli risulta operare agli Incurabili fin dal 1727, assumendovi dal 1736 la carica di maestro di cappella.
Tra i veneziani attivi nel mondo musicale, va ovviamente ricordato Antonio Vivaldi (1678-1741) figlio di un violinista della Cappella Ducale. Data la lunga permanenza nella carica di maestro di Cappella da parte di Antonio Biffi, a Vivaldi restò aperta la possibilità di fare una carriera del tutto modesta come "maestro di violin delle figliole" alla Pietà, per figurare, solo nel 1729, come "maestro di concerti di questo ospedale", titolo conservato fino al 1738.Al corpus della sua musica sacra appartengono un Kyrie e due Gloria, salmi, inni, antifone, Te Deum e Magnificat, dando dimostrazione di praticare stili diversi e spesso consentendo che lo stile da concerto s'insinui nel tessuto della composizione sacra, offrendo un effetto finale poco "ecclesiastico".Tra le composizioni religiose vivaldiane, l'oratorio Juditha triumphans devicta Holofernis barbarie, che fu eseguito alla Pietà nel novembre del 1716 a celebrazione della vittoria di Petrovaradin, che segna la fine della sesta guerra contro i Turchi cominciata due anni prima. Si tratta di un oratorio di grandi proporzioni per 5 voci, coro ed orchestra, fra i quali anche una ciaramella, un mandolino, quattro viole all'inglese ed una viola d'amore.Oltre al contenuto sacro, l'oratorio si presta ad una lettura allegorica, dove Giuditta personifica la Repubblica di Venezia, mentre Oloferne rappresenta il sultano vinto.
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